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F. A. Q.
Perché le Secche di Tor Paterno sono state dichiarate "Area Marina Protetta"?
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Quali sono i pericoli per l'ecosistema protetto?
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Chi e come effettua la sorveglianza sull'Area Protetta?
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Come si fa a sapere dove è l'Area Protetta?
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E' possibile andare a pesca nell'area protetta?
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E' possibile fare immersioni subacquee all'interno dell'Area Protetta?
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E' possibile ancorare all'interno dell'Area Protetta?
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E se non si va sott'acqua o a pesca, come si fa ad usufruire dell'Area Protetta?
Cavalluccio di mare  Posidonia Gorgonia Alcionari

Perché le Secche di Tor Paterno sono state dichiarate "Area Marina Protetta"?
Fin dagli anni ottanta, un gruppo di amanti del mare poté constatare l'importanza e la ricchezza dei fondali delle Secche di Tor Paterno. Di fatto si tratta di uno dei pochi affioramenti rocciosi dal fondale sabbioso che si trova davanti alle coste della Provincia di Roma, praticamente da Santa Severa fino ad Anzio. Tale particolarità, che rende le Secche simili a montagne all'interno di un immenso deserto, unita alla vicinanza della foce del Tevere, i cui apporti nutritivi giocano un ruolo fondamentale nell'ecosistema della zona, fa sì che un grandissimo numero di specie animali e vegetali si aggreghino nell'area. Addirittura, sulla sommità delle Secche si trova una magnifica e folta prateria di Posidonia oceanica, una pianta che riveste un interesse eccezionale per le forme di vita che ospita. Più in fondo si osservano maestose colonie di Gorgonie rosse, inimmaginabili sui fondali del litorale romano. E poi, grandi quantità di invertebrati, pesci, e, addirittura, delfini. Insomma, un ambiente del quale doveva assolutamente essere garantita la sopravvivenza.
Secondariamente, la creazione di un'Area Marina Protetta così vicino a Roma, consentirà di coinvolgere un gran numero di persone in una serie di attività didattiche e ricreative finalizzate allo sviluppo di una conoscenza del mare anche al di fuori dei mesi estivi e non legate esclusivamente alla balneazione.

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Quali sono i pericoli per l'ecosistema protetto?
In realtà, l'area delle Secche di Tor Paterno si è conservata in ottime condizioni ambientali, soprattutto grazie alla sua conformazione ed alla distanza dalla costa. Tuttavia, alcune regole hanno il fine di assicurare il futuro dell'ambiente nella zona e di recuperare i danni provocati in passato dalle attività umane. Ad esempio, le ancore gettate dalle imbarcazioni distruggono le importanti praterie di Posidonia oceanica e le distese di Gorgonie rosse. Invece la pesca subacquea può provocare gravi danni soprattutto ad alcune specie di pesci, come le cernie. Il divieto di pesca con imbarcazioni che effettuano la pesca al traino ha il fine di evitare la massiccia distruzione del delicato sistema dei fondali.
Altre minacce possono derivare da eventuali perdite di carburante da parte di grandi navi, come già successo ad esempio nel Mar Ligure durante l'affondamento della petroliera Haven: ma per far fronte a questo rischio, i confini di un'Area Protetta non sono sufficienti…

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Chi e come effettua la sorveglianza sull'Area Protetta?
La sorveglianza sul rispetto delle norme che regolano le attività dell'Area Marina Protetta è affidata, per legge, alla Capitaneria di Porto, nel caso specifico quella che ha base operativa a Fiumicino. Proprio per consentire un migliore servizio, un recente accordo tra il Ministero dell'Ambiente ed il Corpo delle Capitanerie di Porto ha messo a disposizione delle Capitanerie competenti alla sorveglianza delle Aree Protette Marine nuovi mezzi navali specificatamente dedicati a tale compito.
Inoltre recenti disposizioni autorizzano l'intervento anche ai Guardiaparco dell'Ente gestore.

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Come si fa a sapere dove è l'Area Protetta?
L'area, che ha una forma approssimativamente rettangolare ed i cui angoli sono individuati dalle coordinate geografiche specificate nel Decreto Istitutivo, è segnalata sul posto dalla presenza di quattro grandi boe gialle, recanti il logo dell'Area Protetta e dell'Ente gestore e dotate di segnalazioni luminose intermittenti per essere visibili anche di notte.

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E' possibile andare a pesca nell'area protetta?
All'interno dell'Area Protetta è possibile effettuare attività di pesca sportiva se dotati di autorizzazione specifica rilasciata dall'Ente gestore. Non è richiesto il pagamento di alcuna tassa. E' comunque vietato l'uso di coffe, palamiti, palangari, etc.
La pesca subacquea è vietata comunque, sia in apnea che con gli autorespiratori.
E', inoltre, consentita la pesca professionale effettuata con tecniche tradizionali , mentre è vietata quella realizzata con sistemi ad alto impatto ambientale (strascicanti, turbosoffianti, etc.)

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E' possibile fare immersioni subacquee all'interno dell'Area Protetta?
Sì, e, per ora, non è necessaria alcuna autorizzazione specifica. Ripetendo comunque che la pesca e la raccolta di organismi è proibita (quindi non toccate stelle di mare, conchiglie e coralli!), è comunque bene rispettare alcune norme di comportamento:
1. Controllare la propria velocità di discesa in prossimità del fondale, evitando di "atterrare" violentemente sugli organismi bentonici;
2. Una volta sul fondo, spostarsi nuotando a non meno di un metro e mezzo dal fondale, evitando così di urtare, anche accidentalmente, gli organismi e di alzare il sedimento fangoso: avvicinarsi al fondale solo se si è visto qualcosa di particolare, facendo attenzione a limitare i propri movimenti sia nella discesa che nella risalita;
3. Evitare di toccare qualsiasi organismo, per qualunque motivo, anche solo temporaneamente o per fare fotografie;
4. Raccogliere piccoli rifiuti dai fondali per trasportarli a terra e gettarli nei cassonetti; rifiuti ingombranti o grandi reti da pesca abbandonate dovrebbero essere segnalati all'Ente gestore che provvederà, nel caso, alla loro rimozione. Non rimuovere reti o lenze impigliate negli organismi o incrostati da alghe o gorgonie: l'operazione potrebbe essere più dannosa che benefica.
5. Evitare di avvicinarsi volontariamente o di cercare di dare da mangiare ai pesci: se restate fermi ci sono buone possibilità che si avvicinino loro (sono abbastanza curiosi). I pesci sanno da soli cosa e dove trovare da mangiare: cibi non adatti potrebbero fargli male.
6. Evitare di entrare per qualsiasi motivo nelle piccole grotte presenti sui fondali dell'AMP: oltre al fatto che la cosa è, di per sé, pericolosa, le bolle d'aria emesse dagli erogatori che si attaccano al tetto della grotta "bruciano" gli organismi che le popolano.
7. Evitare di raccogliere le conchiglie o anche gli organismi che possono sembrare morti. La natura ricicla tutto!

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E' possibile ancorare all'interno dell'Area Protetta?
No. Per Decreto Istitutivo, l'ancoraggio all'interno dell'Area Protetta è proibito perché può danneggiare seriamente le comunità animali e vegetali che popolano i fondali. La mancanza di ancoraggio può causare seri problemi di sicurezza per chi effettua attività subacquee e, per questo, l'Ente gestore sta predisponendo una rete di ormeggi fissi al fondale e segnalati da specifiche boe in superficie cui sarà possibile assicurare le imbarcazioni.
In seguito, se possibile, verranno messe in posizione anche alcuni ormeggi dedicati alle barche dei pescasportivi e delle imbarcazioni destinate alle attività didattiche e ricreative in servizio per l'attuazione dei programmi definiti dall'Ente gestore.

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E se non si va sott'acqua o a pesca, come si fa ad usufruire dell'Area Protetta?
La mancanza di terre emerse all'interno dell'area protetta, rende particolarmente problematico osservare le bellezze dei fondali delle Secche di Tor Paterno. Inoltre, il fondale è abbastanza profondo e la trasparenza dell'acqua spesso non è eccellente: di conseguenza, non è possibile utilizzare le famose barche a fondo trasparente che operano in altre aree protette.
Pertanto, l'Ente gestore sta definendo un programma che permetterà, con l'ausilio di mezzi tecnologici all'avanguardia, di osservare i fondali e di parlare direttamente con un'esperta guida subacquea, stando comodamente seduti a bordo di un'imbarcazione. In futuro, si conta di poter effettuare tale collegamento con i fondali direttamente da terra, all'interno del centro visitatori che RomaNatura sta realizzando ad Ostia.

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